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Giovani in Europa: il loro futuro con il Next generation EU

Durante il webinar "Il futuro da pre(te)ndere per i giovani" organizzato da Netweek con il Parlamento Europeo, gli europarlamentari hanno risposto alle richieste degli stakeholder sul futuro dei giovani.

Giovani in Europa: il loro futuro con il Next generation EU
Glocal news 29 Gennaio 2021 ore 21:23

"Se questo investimento avrà successo, sarà perchè avrà avuto il coraggio di investire sulla Next generation" lo ha affermato Maurizio Molinari, direttore dell’Ufficio del Parlamento Europeo a Milano in apertura del webinar "il futuro da pre(te)ndere per i giovani". Incontro organizzato dal nostro gruppo editoriale Netweek insieme al Parlamento Europeo per approfondire i temi del Next Generation EU.

Cos'è il Next Generation EU

Il Next Generation EU è un fondo approvato nel luglio 2020 dal Consiglio europeo per sostenere i Paesi membri colpiti dal Covid 19. Un piano consistente di aiuti economici che ammonta a 750 miliardi di euro, di cui Il 70% sarà impegnato nel 2021 e nel 2022, mentre il 30% nel 2023

Ogni Stato membro che intende utilizzare questi investimenti deve destinare il 37% della spesa all'economia verde e il 21% agli investimenti digitali. L'Italia al momento sta sviluppando il proprio piano, il cosiddetto Recovery Plan, che prevedrà lo stanziamento 209 miliardi di euro, di cui 127 sotto forma di prestiti e 82 come sovvenzioni.

La parola agli stakeholder

Quattro importanti stakeholder hanno interrogato alcuni parlamentari europei sul tema del Next Generation EU declinato per i giovani. L'Unione Europea punta infatti a rafforzare le garanzie per i giovani attraverso l'istruzione e la formazione professionale, rinnovare lo slancio per gli apprendistati, ed introdurre misure aggiuntive sostenendo l'occupazione giovanile.

Nuova economia sostenibile ed inclusiva

Ad intervenire per prima, dopo i saluti istituzionali, è stata Maria Anghileri, 33 anni, di Lecco, vice presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, e CCO Gruppo Eusider di Costamasnaga di Lecco. Che nel suo intervento ha evidenziato quali, secondo le aziende di Confindustria sono i punti di forza e di debolezza del nuovo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Maria Anghileri

"Rispetto all'ultima bozza ci sono stati sicuramente dei passi in avanti, come gli investimenti per l'industria 4.0, ma manca una descrizione chiara della governance da cui verranno gestiti questi fondi. Sono inoltre totalmente assenti misure volte alla patrimonializzazione delle imprese che sono vitali soprattutto per i giovani imprenditori e le PMI".

Cosa può fare l'Europa per le PMI

Proprio di piccole e medie imprese ha poi parlato Davide Peli, 37 anni, di Brescia, Presidente nazionale Giovani Imprenditori Confartigianato Imprese. Il giovane imprenditore si è rivolto agli europarlamentari per portare all'attenzione il gap tra sistema dell'istruzione e necessità delle imprese. Un tema per il quale da sempre in ITalia c'è forte dibattito.

Davide Peli

"Gli istituti di formazione tecnica e professionali non sono rimasti al passo con le nostre aziende oggi. Questo si traduce in ragazzi che usciti dalla scuola non hanno la formazione necessaria per entrare direttamente in azienda. Se vogliamo davvero che il mondo delle scuole entri all'interno delle nostre imprese è necessario un intervento strutturato. Dobbiamo innanzitutto permettere alle aziende di supportare la formazione negli istituti scolastici in modo che i ragazzi entrino nel mondo del lavoro con competenze già acquisite. Poi servono politiche nazionali che incentivino da una parte le imprese ad assumere nuovi giovani e dall'altra i giovani a coltivare le proprie aspirazioni imprenditoriali, con sostegni per le partita IVA"

Il futuro dell'istruzione

Sempre di formazione si è occupato con il proprio intervento Paolo Cesana, direttore di Fondazione Clerici. Una realtà con 50 anni di storia presente con 19 sedi di cui 18 in Lombardia e 1 a Torino.

Paolo Cesana

"La nostra Fondazione da sempre cerca di collocarsi all'incrocio tra le politiche del lavoro e le politiche sociali. Noi ci occupiamo di formazione professionale da tutti i punti di vista: qualifica per i ragazzi, corsi di apprendistato di formazione, ma teniamo anche corsi per le aziende. In quanto crediamo che sia importante promuovere il concetto di formazione continua, sia per i dipendenti che per le imprese stesse. Quando parliamo di formazione non si tratta solo di quella scolastica, ma anche e soprattutto professionale. Per questo nel corso degli anni abbiamo sempre cercato di andare a comprendere i fabbisogni formativi delle imprese per andarli a soddisfare al meglio".

Le nuove generazioni dimenticate nel Recovery Plan

A chiudere la fila degli stakeholder la giovanissima attivista Carola Gritella, 21 anni di Torino, studentessa della
facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino, membro di community together.eu e co-fondatrice di One Hour for Europe.

Carola Grittella

"La nostra azione parte dal punto di vista che vogliamo essere protagonisti del nostro futuro, e crediamo che quella che l'Europa ci sta dando in questo momento sia un occasione che non possiamo perdere. Questa è la partita in cui si decide il nostro futuro per questo chiediamo più incentivi per i giovani, soprattutto per quanto riguarda il Recovery Plan. Noi crediamo nel sistema Europa e vogliamo cercare di creare dei partenariati per farlo integrare al meglio con il paese Italia, soprattutto in tema di politiche giovanili".

Le risposte degli europarlamentari

Non si sono fatte attendere le risposte degli europarlamentari, che in maniera puntuale hanno dato risposte chiare alle richieste portate avanti dagli stakeholder.

La gestione del Recovery Plan

"La partita che abbiamo deciso di giocare come Unione Europea è quella che più rispetta le esigenze manifestate. Abbiamo affermato che esiste la possibilità di un approccio solidale, con una solidarietà di tipo finanziario basata su un debito condiviso. L'Italia ha deciso di fare un Recovery Plan anonimo privo di un orientamento chiaro, cercando di investire un po' in tutto, rinunciando alla riforma della pubblica amministrazione che l'Europa aveva richiesto. Noi speriamo che si riesca a costruire insieme un progetto degno dell'esigenze dei cittadini italiani" ha affermato l'On. Massimiliano Salini (FI)

L'On. Pietro Fiocchi (FdI) ha poi aggiunto:

"L'Italia ha dei problemi di differenziazione, percentuale altissima di microimprese e questo è uno dei problemi che osta ad una crescita economica inclusiva e sostenibile. Siamo inoltre il fanalino di coda dal punto di vista di ricerca e sviluppo. L'Europa sta cercando di fare la cosa giusta, il problema è come l'Italia recepirà questo programma e come lo utilizzerà. O spendiamo bene questi soldi o ci troveremo con un Italia indebitata fino al collo".

Il rapporto formazione e imprese

Non è mancata anche la risposta anche dal punto di vista della formazione data dall'On. Isabella Tovaglieri (Lega)

"La Formazione punto cruciale su cui investire per rendere il paese più resiliente, anche perchè sono loro che dovranno sostenere il debito che sarà causato dal Next Generation EU. In Italia non siamo partiti nel modo migliore perchè solo l'1% delle risorse veniva destinato al contrasto alla disoccupazione giovanile. Qualunque bonus però non può prescindere dalle riforme strutturali che da tempo frenano gli imprenditori privati, primo tra tutti la sburocratizzazione, di cui nel Recovery Plan non si parla".

La partecipazione giovanile

L'On. Brando Benifei (PD) ha poi sottolineato l'importanza di puntare sui giovani per il futuro del paese

"I giovani devono combattere per il loro spazio nella società. Sono una minoranza numerica e hanno bisogno di contare di più nel dibattito politico. Non credo che il nostro paese abbia bisogno di una guerra tra generazioni, ma ritengo che i giovani debbano farsi sentire, e che per noi rappresentanti politici sia importante farci trovare presenti per ascoltare le loro istanze."

A cui è seguito l'intervento dell'On. Tiziana Beghin che ha affermato:

"Sicuramente manca una rappresentanza politica dei giovani, la nostra è una classe politica non così aperta. Questo Recovery Plan però ci offre l'opportunità di garantire un futuro migliore ai giovani di oggi che saranno gli adulti di domani. Lo faremo anche finanziando il tournover nella pubblica amministrazione, che punta a favorire l'assunzione di nuovi giovani".